News Sentenze Cassazione Agosto 2021

Le Sezioni Unite sulla validità del trasferimento immobiliare in esecuzione di accordi di separazione o divorzio.

Con la sentenza n. 21761/2021, le Sezioni Unite hanno risolto un contrasto riguardante l’autonomia delle parti nell’ambito della “crisi coniugale”, con riguardo, in particolare, alla validità degli accordi aventi ad oggetto trasferimenti immobiliari (artt. 1322 e 1376 c.c.) e al ruolo del notaio ai fini della trascrizione di detti trasferimenti.

Nello specifico, gli Ermellini hanno riconosciuto l’ammissibilità dei cd. “contratti post matrimoniali” «che attuino in via diretta ed immediata il trasferimento della proprietà di beni o di altro diritto reale sugli stessi», precisando che tali accordi, se inseriti nel verbale di udienza redatto da un ausiliario del giudice, assumono la forma di atto pubblico e, di conseguenza, in seguito alla sentenza di divorzio o all’omologazione, costituiscono valido titolo per la trascrizione ex art. 2657 c.c., senza che sia necessario l’ulteriore intervento del notaio, potendo le verifiche di cui all’art. 29 comma 1 bis l. 52/1985 essere validamente compiute anche dal cancelliere.

 

Cambio di rotta delle Sezioni Unite: la fusione estingue la società incorporata

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione sono tornate ad esprimersi, con la sentenza n. 21970 del 30 luglio 2021, sugli effetti della fusione societaria e hanno affermato il principio di diritto secondo cui «la fusione per incorporazione estingue la società incorporata», superando il precedente orientamento, che a partire dal 2006 aveva ricostruito la fusione alla stregua di una vicenda modificativo-evolutiva e non estintiva in ambito societario.

Dal punto di vista strettamente processuale, gli Ermellini hanno chiarito il procedimento, promosso da o contro una società incorporata, è colpito da radicale invalidità; tuttavia, la società incorporante ha facoltà «di spiegare intervento in corso di causa, ai sensi dell’art. 105 cod. proc. civ.», sanando il procedimento invalidamente iniziato.

Tale principio non si applica, tuttavia, al caso in cui la fusione si perfezioni in corso di giudizio: in questo caso, la società risultante dalla fusione subentrerà automaticamente come parte del processo in sostituzione della società incorporata per effetto della automatica prosecuzione dei rapporti prevista dall’art. 2504-bis c.c.

 

Reati tributari: possibile il sequestro della prima casa se il debitore non vi risiede

La Suprema Corte, con la sentenza n. 30342 del 18 agosto 2021, ha fornito alcune precisazioni in tema di espropriazione immobiliare nei confronti del soggetto indagato per reati tributari.

In particolare, la III Sezione Penale ha chiarito che il limite alla espropriazione immobiliare previsto dall’art. 76, comma 1, lett. a), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 come novellato dall’art. 52, comma 1, lett. g), del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 (convertito, con modificazioni, in legge 9 agosto 2013, n. 98), opera solo nei confronti dell’Erario, per debiti tributari, e non di altre categorie di creditori; inoltre, esso riguarda soltanto l’unico immobile di proprietà del debitore nel quale lo stesso risieda anagraficamente e non la “prima casa” del debitore, che, pertanto, può ben essere sequestrata anche ai fini della confisca, sia essa diretta o per equivalente.

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